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11 décembre Acqua-2-OLo so, lo so..
Avrei dovuto finire 11 minuti..
Ma l'ispirazione quando arriva arriva, è come al cuore.. Non si comanda!
Questa l'ho scritta veramente al volo, tra l'altro in preda a un raffreddore parecchio destabilizzante!
Ala lezione di microbiologia della settimana scorsa mi è tornata alla mente una puntata di Quark che personalmente non ho mai visto, ma che mi è stata riferita dall'esimio Minnologo Umberto Scimmietti.
Arrivava un tizio che diceva di aver scoperto un batterio che scindeva l'acqua in idrogeno e ossigeno. E Piero Angela gli disse "e se scappa nel mare"? Lui rispose che sarebbe morto prima.
Il resto l'ho fantasticato io.. sono sicuro che ci sarebbero milioni di altre conseguenze nn narrate qui, ma dopo sarebbe stato troppo lungo!
Fatemi sapere!
P.s. Se mi superate i 10 commenti (da 10 persone diverse) entro Natale vi scrivo la fine di 11 Minuti.
Ma anche no.
Acqua2O
Funziona ancora. Il mondo sta per finire e questo computer funziona ancora. Se leggerai questo messaggio vorrà dire che ho avuto una buona idea a lasciare il resoconto dei nostri ultimi giorni qui. Ricordo ancora quel giorno, a quella trasmissione scientifica, in cui lo scienziato tedesco si esprimeva a paroloni gloriandosi della sua scoperta. Era un microbiologo, per l’esattezza. Con anni e anni di esperimenti, selezioni e incroci era riuscito a isolare il Plasmide Idr, e soprattutto a far crescere una colonia di batteri (mi pare fossero Pseudomonas o qualcosa del genere) contenenti questo mirabolante patrimonio genetico. Poche, semplici sequenze nucleotidiche che rendevano un batterio, un qualsiasi batterio, in grado di scindere l’acqua nelle sue componenti fondamentali: Idrogeno ed Ossigeno.
Ma perchè mai, ti starai chiedendo lettore sopravvissuto, perchè questa scoperta? Perchè il petriolo sulla Terra era oramai agli sgoccioli. Le altre fonti di energia non bastavano alla popolazione di 10 Miliardi che era a quel tempo sul globo. E così multinazionali di tutta la terra avevano deciso che era ora di investire in nuove fonti di energia, finalmente di sbloccare il motore ad idrogeno, di renderlo disponibile sul mercato, tenuto nascosto per poter dissanguare la gallina dalle uova d’oro quale era il petrolio fino all’ultima goccia. E così l’ingegneria, la robotica, l’informatica si erano unite per produrre un sensazionale modello di motore che andava solamente ad idrogeno. Ora rimaneva solamente il problema di fornire carburante a queste auto futuristiche. Già. L’idrogeno. Magari crederai che fosse di facile reperibilità. E invece no. Perchè isolarlo e contenerlo e non farlo infiammare non è affatto facile. Ed è estremamente costoso. E già si correva ai ripari per inventare nuove fonti di energia e nuovi mercati da sfruttare. Poi, quel Novembre di esattamente 5 anni fa, arriva questo tedesco. Tutti i giornali ne parlano, le azioni in borsa delle società di auto ad idrogeno si impennano, c’è la corsa all’acquisto delle nuove auto. Finalmente il carburante avrà un prezzo irrisorio, accessibile a tutti e l’inquinamento non sarà più un problema. Le fabbriche cominciano a convertire le loro centraline, sorgono centrali elettriche ad idrogeno.
Ma gli scettici non tardarono ad arrivare. Una sola, semplice domanda: “Cosa succede se uno di questi batteri arriva nel mare?” Lo scienziato tedesco non rimase minimamente preoccupato da questa critica, anzi rispose prontamente: “E’ impossibile. Nel plasmide che sono riuscito ad isolare, grazie all’ingegneria genetica ho fatto in modo che fossero presenti geni che rendessero le popolazioni batteriche strettamente anaerobie. Ovvero: se vengono a contatto con l’ossigeno, muoiono. Inoltre tutte le camere di contenimento in cui avviene la scissione molecolare ad opera di questi batteri sono stagne ed è impossibile che ci sia una fuoriuscita Credetemi, non correte alcun pericolo!” E se ne andò via ridendo.
Tutto andava per il meglio, molte società si erano arricchite, altre impoverite. Ovviamente l’Europa era diventata la fornitrice per eccellenza di Idrogeno e la sua Economia si stava rapidamente accrescendo. In poco tempo si era allargata in tutti i campi del mercato, in particolare informatico ed aerospaziale. Fu proprio grazie al grande successo che l’Europa decise di lanciare un satellite-sonda nello spazio per il monitoraggio dei livelli dell’acqua.. Effettivamente le polemiche non erano mancate, i gruppi di attivisti contro le nuove tecnologie erano più numerosi che mai. Affermavano che i livelli del mare si stavano abbassando, che l’Idrogeno nell’aria era andato aumentando, che i terroristi si erano impossessati dei batteri, che non avevano tenuto conto... mille obiezioni che nessuno voleva sentire o prendere in considerazione. Fu proprio per sfatare questi miti, che la società fondata dal microbiologo tedesco volle lanciare la sonda dalla loro base operativa. Un evento neanche troppo rilevante di cui molti neanche sapevano l’esistenza. Ma al momento del lancio qualcosa andò storto. Qualcosa andò maledettamente, estremamente, dannatamente storto. 5, 4, 3, 2, 1.. ...
C’è chi dice che l’esplosione che avvenne dopo quel fatidico conto alla rovescia abbia ucciso più persone delle bombe atomiche sul Giappone.
La città industriale Hoffnungwass nata intorno a quella compagnia fu completamente rasa al suolo. Nella loro superba sicurezza non si erano realmente accorti che qualche batterio doveva aver cambiato il suo DNA fondendolo, incrociandolo adattandolo con qualche batterio aerofilo o che so io! Dannati bastardi! Ci avete ridotto così! Ma andiamo per ordine.. Come dicevo qualche batterio di Pseudomonas rabdomantis doveva essere sfuggito ai controlli. A fatti avvenuti c’è chi dice che ci fosse qualche infiltrato che ogni giorno liberasse nelle condutture di scarico campioni e campioni di colture batteriche. Un batterio si può duplicare ogni 20 minuti. Non ci deve essere voluto molto perchè mutasse in qualcosa di superiore, in grado di vivere a contatto con l’ossigeno. E una volta adattatosi all’ambiente esterno, il batterio cominciò a fare esattamente ciò per cui era stato creato: Scindere l’acqua. Ovviamente fu un processo estremamente lento, di cui infatti nessuno si accorse. E l’idrogeno si accumulava, ed evaporava, evaporava. All’accensione di quello shuttle, l’immane combustione provocata generò una reazione a catena che bruciò tutto l’idrogeno accumulatosi lì intorno con un’immane esplosione, che si propagò esattamente fin dove il batterio era arrivato. L’area era molto circoscritta, ma l’allarme era scattato. Inoltre se prima c’era qualche dubbio, ora dei contenitori stagni c’era rimasto ben poco. Il batterio era libero. Per giorni non si parlò d’altro, scattò l’isteria di massa. Le morti di un quarto dei tedeschi ne erano la prova lampante: il batterio era fuggito. Il panico ebbe il sopravvento sugli europei, la gente non voleva più avvicinarsi all’acqua, che cominciava a diventare un bene prezioso. Ormai si comprava solo acqua straniera, i supermercati venivano assaliti e distrutti. Le chiese e i luoghi di culto all’improvviso straripavano di gente credente o delirante in cerca chi di un miracolo, chi della Salvezza, chi di una mera speranza. Curioso come a far riaccendere la Fede nelle persone non fosse un Leviatano o un cataclisma mondiale, ma il più piccolo degli esseri viventi. Ma non era che l’inizio. Tutte le frontiere furono chiuse per prevenire eventuali fuoriuscite.. Di cosa poi? Di cosa?? Idioti! L’acqua evaporò, come è normale che sia, e in quelle minuscole, infinitesimali gocce risiedevano milioni di minuscoli, infinitesimali batteri, che ben presto colonizzarono tutto il mondo. Addirittura sembrava che il batterio avesse triplicato la sua velocità di riproduzione, col risultato che ben presto il livello degli oceani cominciò ad abbassarsi di un cm al mese prima, poi a settimana. L’idrogeno era nell’aria, i fumatori non esistevano più, i fuochi non venivano più accesi. Le auto abbandonate, le popolazioni disidratate. Ma ancora non era la fine del mondo. Ancora non siamo ad oggi.
Fino a quel momento l’umanità intera non aveva pienamente risentito di quella catastrofe. Poi ci si cominciò a rendere conto dell’Apocalisse.
Tutte le piantagioni di riso in Asia ormai non avevano più acqua per essere irrigate, non c’era più cibo per metà della popolazione mondiale. Tutti i campi del mondo ben presto si rinsecchirono, appassirono e morirono. La fame era compagna della sete.
Le persone disperate andavano a bere acque sicuramente contaminate col risultato che dopo poco tempo del loro plasma, la parte liquida del loro sangue, non v’era più traccia.
Le nuvole, formate da vapore acqueo non c’erano più. Il 40% della radiazione solare non veniva più riflessa. Le piante morivano, le persone morivano ustionate, i ghiacci si scioglievano e per paradosso le acque invasero per un breve periodo le terre emerse. Poi evaporarono anche quelle. Il mondo era un immenso deserto.
Solo poche isole felici si salvavano, falde acquifere sotterranee, polle di acqua pura a cui solo pochissimi, i più ricchi del mondo potevano permettersi quel paradiso. Ma l’uomo messo alle strette diventa l’animale più violento e vendicativo del regno animale. Alcuni decisero di sacrificare la loro vita per far morire gli altri. Bevevano acqua contaminata con l’intenzione di introdursi nelle “Happy Islands”, urinare nelle acque e condannare a morte certa quei pochi, ricchissimi, bastardi fortunati. Ed erano più quelli che morivano prima di raggiungere le polle super protette da bunker per disidratazione o perchè fucilati (causando a loro volta esplosioni che radevano al suolo tutto) che i pochi terroristi che riuscivano nel loro intento.
Eppure le centrali a idrogeno funzionavano ancora. Anzi, funziona ancora. Qui, nella nostra ultima Happy Island. Siamo rimasti in pochissimi, l’umanità, le piante, gli animali, tutto giace senza vita. E questo fottutissimo computer.. Funziona ancora. |
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