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14 juin Ultimo Canto di un PaladinoLAMENTO EROICO
Rhapsody
Langue in me l'eco infranto al truce sguardo dell'angelo cieco rovina in me l'antica rima nel cuor del cigno ferito e morente... Cosmi di eternita' tradita di verita' svanite che ora versano lacrime d'addio in un vuoto nero... sincero e fiero al mio destino andro'... URLA IL TUONO AL MIO LAMENTO EROICO SORTE... CONSUMA LA REALTA'! Spiriti di mondi arcani chiedo la vita al di la' della morte per allinear le stelle amiche e diventar guardiano celeste Custode di eternita' guarita di verita' trovate per tutti i figli di madre terra... sempre a lei ho dato la vita... la morte... cosi' continuero'! URLA IL TUONO AL MIO LAMENTO EROICO SORTE... CONSUMA LA REALTA'! 1 juin La Bambola di PorcellanaGioite dunque, che oggi è motivo di festa!
Non potevo non festeggiare!
Chi vorrà sapere il perchè me lo verrà a chiedere..
Ho deciso di pubblicare una storia di paura ascoltata tanti anni fa a Terracina, da me rielaborata e messa nero su bianco per spaventare un po' di lupetti.. Al primo fulmine che è caduto se so messi tutti a piagne. "lasciamo perde và". E ancora non avevo cominciato.
Fatemi sapere dove è meglio che finisca, o se debba finire in modo diverso secondo voi.
La Bambola di Porcellana
..4, 5, 6 e 7! Claire le ricontò per sicurezza, quasi che i suoi anni dipendessero da quelle candeline! Si, c’erano proprio tutte! Tutte e 7, proprio come i suoi anni! Questo compleanno poi era proprio speciale! Certo, nessun regalo sarebbe stato bello tanto quanto Bucky, il suo bellissimo cucciolo che le avevano regalato l’anno scorso che ora era lì ai suoi piedi, scodinzolante e tutto contento anche lui per la festa della sua padroncina. Però il suo papà le aveva promesso che quel pomeriggio l’avrebbe portata a spasso a decidere il suo regalo e le avrebbe comprato qualsiasi cosa avesse voluto! Qualsiasi! Claire già galoppava con la fantasia e cercava di farsi una lista di tutte le cose che avrebbe desiderato, proprio indecisa sulla scelta finale! Soffiò le candeline. Ma gli applausi dei parenti e degli amichetti neanche li sentiva più tanto impegnata a tirari il papà in macchina per andare a prendere il suo regalo! Ed eccola che guardava fuori dal finestrino, scrutando ogni minimo dettaglio di tutte le vetrine con tutti quei colori sgargianti! “Oh no!” Esclamò il papà di Claire. “Hanno chiuso la strada che porta al centro commerciale per dei lavori! Questa non ci voleva.. dovremo passare per il centro..”. A Claire si rabbuiò un poco il viso, dato che questo significava che altro tempo la separava dal suo regalo. Ma poi pensò che in fondo passando per quella strada avrebbe visto più negozi. “Uhm.. Credo che dovrei girare qui..” mormorò tra sé il padre.. “PAPA’!” urlò Claire con la testa girata verso il finestrino “Sbrigati, parcheggia!”, sempre girata. “Va bene, va bene.. un attimo! Ma cos’hai bella di papà?” Ma Claire non rispose. Aveva lo sguardo fisso, perso in quella vetrina coperta. “Vuoi andare in quel negozio? Strano non lo avevo mai visto! Chissà cosa vendono..” I piedi si muovevano da soli, lo sguardo fisso su quel negozio. Il papà di Claire finalmente aprì la porta di quel negozio misterioso.. Che poi si rivelò essere un normalissimo negozio di antiquariato. “Benvenuti!” Si girarono e videro il padrone del negozio, uno strano vecchietto, dietro ad un grande bancone pieno di cianfrusaglie. “Ah, salve..” Rispose il papà “Sono venuto qui per il mio compleanno di mia figl.. Ma dov’è andata?” Claire non si rendeva più conto delle sue azioni.. Ora sentiva.. sentiva un richiamo.. sentiva che andare dietro quel pannello impolverato fosse la cosa giusta da fare.. Si! Lo sguardo fisso nel vuoto, sembrava che i piedi conoscessero perfettamente quella strada.. Quel retrobottega in cui non era mai stata le sembrava eppure così familiare.. Sapeva che dietro quel pannello c’era il regalo perfetto per lei. Lo sentiva. E lo scostò, ignorando i richiami del padre. Si alzò una nube di polvere, tanto era che non veniva spostato quel separè, e quando la fuliggine cominciò diradarsi vide.. dieci, cento, forse più! Tantissimi occhi minuscoli che la fissavano. Su una decina di mensole erano stipate tantissime bambole di porcellana, tutte bellissime! Chi aveva i riccioli, chi il grembiulino, chi il cappellino alla marinara. Tutte con quel pallore quasi macabro. Eppure Claire neanche li aveva guardati tutti quei capolavori. Perché il suo sguardo era sempre fisso su Lei. Non aveva nulla di che di diverso. Ma era lei. Gli occhi dipinti, sembravano ricambiare il suo profondo sguardo. Una veste blu le scendeva su quelle gambe inanimate, con un grazioso grembiulino. La bocca minima, color ciliegia. Era bellissima. Ma inquietante. Una strana ombra, impercettibile, era disegnata sul suo volto. Ma Claire senza che se ne accorgesse, aveva già steso la mano per prenderla. Sentiva la mano formicolargli, come quando ci era stata seduta sopra. E non si fermava. “Ah! Eccoti qui!”. Toccò la bambola e la voce del padre fu l’ultima cosa che sentì. Il buoi cadde su di lei.
(sospiro di spavento come quando ci si sveglia da un incubo). Coniglietti. Claire si guardò intorno, riconoscendo immediatamente la carta da parati della sua camera con quei coniglietti disegnati che tanto le piacevano. “Cosa mi è successo?” pensò tra sé e sé Claire, cercando di sforzarsi di ricordare gli ultimi avvenimenti.. “Era il mio compleanno e..” La porta si spalancò. Prima che se ne potesse render conto il suo cuccioline Bucky le era saltato addosso leccandole la faccia e abbaiando di gioia! “Ben svegliata amore..” alzò lo sguardo e vide la sua mamma appoggiata allo stipite della porta. “ti senti bene?” A queste parole, dette dalla calda voce della mamma, Claire si sentiva subito meglio, ma non stavolta. “C-Che mi è successo? Dove sono tutti?” “Papà ha detto che ti ha ritrovata addormentata come un ghiro con una bambola di porcellana in mano, dentro un negozio in cui eri assolutamente voluta entrare!” Claire sussultò. “Una bambola?” “Si.. già ti ci sei affezionata vero? Eri talmente eccitata per i tuoi 7 anni che ieri notte non hai dormito per niente e oggi è normale che tu sia crollata!” “Dov’è la bambola?” la interruppe Claire, con una velo di preoccupazione nella voce. “Calma tesoro mio! E’ giù in salotto, sulla sedia a dondolo! Sta molto ben..” Ma neanche aveva finito la frase che la bimba era schizzata giù per le scale. Un brivido le percorse la schiena prima di scendere l’ultimo gradino. E la vide lì. Identica a quel sogno che aveva fatto. Immobile con gli occhi disegnati, la bocca ciliegia e ancora quell’ombra. Ma stavolta era come se la vedesse per la prima volta. Non osò avvicinarsi. Perché era lì quella bambola? Ma prima che potesse ricordarsi l’accaduto la mamma dalla ringhiera del piano di sopra le gridò “Ti piace eh? Pensa che il proprietario neanche la voleva dare via! Il motivo non l’ha detto, ma io penso proprio che sia un pezzo d’antiquariato che deve valere un bel po’ di soldini! Ma per il mio tesoro questo e altro!”
Claire era stordita.. Meglio non pensarci su e portare a spasso Bucky, come faceva ogni giorno. “Buckyy! Qui bello!” gridò, già con il guinzaglio in mano. Ma Bucky non venne come al solito, correndo giù dalle scale. “Buckyy?” chiamò ancora. Niente. Salì le scale e lo vide che era in cima alle scale! “Andiamoo! Dai bello!” Ma Bucky non si muoveva. Lo prese allora per il guinzaglio e cercò di tirarlo. Ma Bucky si oppose con tutta la sua forza, cominciando a guaire. “Ma cos’ha?” domandò alla mamma. “Non lo so.. è da quando siete rientrati che non vuole scendere al piano di sotto! Se continua così gli dovremo mettere la cuccia in bagno!”
Ma era tardi ormai e a Claire già si chiudevano gli occhi.. Con tutti quegli strani avvenimenti poi! Neanche si infilò sotto le copertine che già era caduta in un sonno profondo..
GNEEK, GNEEK, GNEEK!
Spalancò gli occhi nel buio. Cos’era stato?
Silenzio..
GNEEK … GNEEK … GNEEK.
Ora era più lento.
Claire si fece coraggio, infilò le ciabattine ed aprì piano piano la porta della sua cameretta, ancora assonnata.
Guardò a destra, alla fine del corridoio dove c’era la stanza dei suoi genitori, sperando di trovare la faccia amorevole della mamma. Ma niente.. solo il silenzio..
E poi, ancora..
GNEEK … GNEEK … GNEEK.
Veniva dal piano di sotto. Timorosa, mise la faccina tra due sbarre della ringhiera. Abbassò lo sguardo, preoccupata di vedere qualcosa che non avrebbe voluto. Ma il buio era troppo fitto. Stette un attimo a pensare ma venne scossa da quel suono, ancora una volta.
GNEEK … GNEEK … GNEEK.
Era la sedia a dondolo. Riconosceva perfettamente quel suono. Con il cuore colmo di terrore corese via velocissima, nella sua cameretta. Prese il cuscino e lo schiacciò più forte che poteva sulle orecchie. E il suono, scomparve. E tra le lacrime di spavento, riuscì a riaddormentarsi.
Nessuno le credette il giorno dopo. Un incubo, il vento che aveva mosso la sedia.. tante furono le giustificazioni, tante che alla fine Claire stessa si convinse che forse era stata solo la sua immaginazione.
Ma il suono che la svegliò nel cuore della notte non poteva esserselo di nuovo immaginato.
GNEEK … GNEEK … GNEEK.
Il respirò si mozzò. Ora basta con questa storia. Claire era decisa ad affrontare le sue paure. Accese la luce. Nulla. Riprovò a spegnere e a riaccendere l’interruttore ma niente, la luce non si accendeva. Allora con la mano rasente al muro scese piano piano le scale, mentre continuava quel terrificante rumore.
GNEEK … GNEEK … GNEEK.
Con un nodo alla gola arrivò infine nel salotto. Ed il suono del legno che si comprimeva si fermò contemporaneamente. Si avvicinò lentamente alla sedia dondolo, a tastoni, con il cuore che le batteva all’impazzata. Ed infine allungò la mano per prendere quella bambola malefica e gettarla via per sempre. Ma non c’era!!! La bambola non c’era!! Si guardò intorno terrorizzata. Dov’era? Poteva giurare che l’aveva sentita dondolarsi lì sopra! Dov’era???
E poi, improvvisamente rise. Ma cosa stava dicendo? Una bambola che si muove? Rise più forte. L’avranno sicuramente spostata mamma e papà, pensò. E tornò al piano di sopra, ancora sorridendo.. Per lo spavento le si era seccata la gola e passò nel bagno a prendere un bicchiere d’acqua, almeno così avrebbe dato anche una carezza a Bucky. Aprì la porta e il suo cane era lì, sdraiato per terra. Pensò che dormisse, ma non si svegliava ai suoi richiami. “Bucky?” … “Buckyy?” Poi mise il piede su qualcosa di viscido che fu convinta fosse sangue, nonostante fosse solamente acqua cadutale dal bicchiere. Ed urlò, fino a svuotare i polmoni. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!
Nessuna risposta. E invece che sentire la voce confortante della mamma la sentì, per la prima volta. Una nenia, una canzoncina che le fece gelare il sangue. “10 passi e ti prendoo” Una vocina stranissima, di una bambina piccola.. anzi no.. non sembrava una bambina piuttosto una… “9 passi e ti prendono”. Claire sgranò gli occhi! Un altro urlò terribile le uscì dalla bocca, ma l’unica risposta fu solo “8 passi e ti prendono” Claire corse via velocissima nella camera dei genitori ma quello che trovò fu uno spettacolo raccapricciante: Sul letto non c’erano più i suoi genitori, ma due bamboline di porcellana, con lo sguardo fisso nel vuoto e le braccia bianchissime ed un ghigno terrificante sulla bocca. “7 passi e ti prendooo” Claire sentì gli occhi che le si riempivano di lacrime. Era paralizzata dalla paura e non aveva più nessuno che potesse aiutarla. Pensò di andare a vedere da vicino ciò che rimaneva dei genitori ma sentì la solita canzoncina: “6 passi e ti prendoo” La fuga era l’unica soluzione.. si girò verso il corridoio, lo vide buio e lungo e sapeva che la malefica bambola era nascosta lì, da qualche parte. “5 passi e ti prendoo” Cominciò a correre, a piedi nudi. “4 passi e ti prendooo” Scese le scale come se avesse le ali ai piedi.. “3 passi e ti prendooo” Ma era buio.. E Claire non vide l’ultimo gradino. Cadde a terra ma piuttosto che il dolore per aver sbattuto il viso ed essersi storta una caviglia, la cosa che veramente le fece scendere le lacrime fu il terrore: “2 passi e ti prendooo” Alzò lentamente lo sguardo e la vide davanti a sé. Esattamente ad un passo di distanza. La sua pelle era talmente bianca che rifletteva la luce della luna. Ma non la terrorizzava stranamente ora che la vedeva davanti a sé. L’ombra era scomparsa. Fece un saltello in avanti, prendendosi la gonnellina e intanto canticchiò “1 passo e ti prendooo”
E il suo volto si trasformò. La bocca si allargò in un ghigno orribile, gli occhi si gonfiarono di odio e Claire dovette distogliere lo sguardo tanto era terrorizzante.
… ..
PRESA!
[finale facoltativo con la collaborazione del Roscio] ... Terrorizzata Claire riaprì gli occhi, e la vide di nuovo davanti a sé. Immobile, abbandonata su uno scaffale ricoperto di polvere. E centinaia di altri occhi l’avevano vista svegliarsi in quel retrobottega, occhi di porcellana. E mentre si rendeva conto di essere ancora viva, di essersi immaginata tutto sentì alle sue spalle la voce calda del padre che diceva “Ah, eccoti qui, birbantella! Ma dove ti eri cacciat.. Che bambole meravigliose!!! Vuoi comprarne una tesoro?” |
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