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20 septembre 11 Minuti
Ebbene si, tra i miei passatempi c'è anche la scrittura, come conseguenza dei parti della mia mente malata. Il vero guaio è quando il corpo è fermo e la mente è attiva. Tradotto: quando mi faccio la doccia. Lì non posso fare altro che pensare e da quel bagno giallo sono uscite canzoni, ban, idee, testi e musiche finora.. E tra le tante cose anche questo spunto per una sceneggiatura.. Secondo me verrebbe un corto molto carino. Ma ancora non ho ben chiaro in mente cosa voglio fare e come voglio far sviluppare la scena.. Immaginate che ci siano delle immagini mentre leggete, con una voce fuori campo come quella de Il Favoloso Mondo di Amelie.
Tragico? Comico? Grottesco? Magari sarete voi stessi a dargli un'impronta. Per ora vi pubblico l'inizi;, in base al riscontro deciderò se continuare o meno. Tradotto: se vi piace commentate che continuo, se non vi piace commentate lo stesso così aggiusto il tiro. Roscio e Ceppa Secca mi aspetto molto da voi.
- BUIO –
Beep – Beep – Beep – Beep..
- Dottore, ci sono delle complicazioni!!
- Cosa vuol dire??
- Guardi, il cordone ombellicale si è avvolto intorno al collo del bimbo, rischia di strozzarlo con un parto naturale!!
- Cosaa?
- Signora si calmi! Non c’è problema..
Bene. Eseguiremo un parto cesareo. Il bambino sarebbe dovuto nascere tra circa 11 minuti stando alle contrazioni, ma mi vedo costretto ad eseguire l’operazione. Infermiera, somministri l’anestetico alla madre.
- Cosa sarà del mio bambino?? Cosa? Rischia per caso che..
E cadde in un sonno artificiale.
E’ così che Andrea Pantarei venne al mondo. 11 minuti prima di quanto avesse stabilito il fato per un imprevisto dell’ultimo momento. O forse il suo destino era proprio quello di nascere 11 minuti prima del previsto. E di conseguenza, di continuare a vivere per tutta la sua vita prima che accadessero le cose. Esattamente
11 Minuti
All’inizio i genitori timorosi temevano fosse ritardato. Poppava senza il seno della madre, afferrava oggetti inesistenti, chiamava persone che non c’erano. La sua prima parola ovviamente fu “Mamma”. Il papà corse dal piccino e lo prese in braccio facendogli le feste e baciandolo dalla gioia! E Andrea continuava a dire “Mamma!” con la sua vocetta squillante, protendendosi verso la porta d’ingresso. Il papà lo attirava a sè lo guardava e con serena calma diceva “Pa-pà! Mamma non c’è ora! Io sono Pààà-pààà”. Andrea tacque. “Dai Andrea, prova! Paa...” “Mamma!” “No Andrea, mamma non c’è! Io sono..paa..” Ed entrò la madre. Dalla porta d’ingresso. Direzione nella quale Andrea aveva guardato per tutto quel tempo. Per 11 minuti.
A volte capitava che seduto sul seggiolone apriva all’improvviso la bocca e si protendeva verso l’avanti, o faceva degli strani versi con la bocca, come pernacchie, o sbatteva contento le manine sul davanzale del seggiolone. La mamma rideva allegramente dei suoi comportamenti così buffi e pensava fossero dovuti alla sua immaginazione.. e poi pensava: “Oh! E’ l’ora della pappa!”
Poi cominciò a camminare. Sapeva destreggiarsi egregiamente tra i mobili della casa, ma spessissimo andava addosso ai genitori, o ai passanti quando andavano a spasso. Inizialmente i genitori pensavano fosse dovuto allo scarso controllo dei suoi piedi e dell’abilità appena appresa, ma dopo qualche mese cominciarono seriamente a preoccuparsi. L’ultima goccia fu quel giorno in cui Andrea aveva circa tre anni ed era seduto a giocare in giardino con il gattino dei vicini. O meglio più che giocare, fissare il mondo! Se c’era una cosa che quel bimbo amava fare, era osservare.. La madre lo osservava teneramente quando all’improvviso Andrea fece un urlo acutissimo guardando la strada, si coprì le orecchie e cominciò a piangere come un forsennato. La madre era terrorizzata, non capiva quel suo malessere improvviso, pensava addirittura che si fosse fratturato qualche osso dagli strilli e dalla subitaneità del pianto. Ma era lì sotto i suoi occhi! Quella sensazione di angoscia e di dubbio per il figlio tornò ad emergere prepotente, attanagliandole la mente. Continuava a cullare il figlio dolcemente sussurrandogli che andava tutto bene. Ma il bambino continuava a piangere e a voler a tutti i costi correre verso la strada. La madre turbata decise di rientrare in casa e di chiamare il pediatra, la situazione era diventata insostenibile. E per le pareti insonorizzate quel giorno non si accorse che pochi minuti dopo, un Mercedes che correva spedito sui vialetti di periferia, investì violentemente un animale che giocava sulla strada. Il gatto dei vicini, per l’esattezza.
“Signora, suo figlio è perfettamente sano! Certo, presenta dei sintomi alquanto strani. Per esempio, ora non capisco cosa sta facendo.. Sembra come se impugnasse qualcosa. Se stesse assaggiando qualcosa.. Non capisco proprio. Che io sappia, disturbi mentali quali schizofrenia o dissociazione - e qui la madre cacciò un gridolino di apprensione – si manifestano nell’età adulta o in conseguenza di traumi evidenti.. Ma lei mi dice che si comporta in questa maniera da quando è nato, non è vero? Magari è un trauma legato al parto, non so.. Signora, non la posso aiutare per ora purtroppo.. Dovremo aspettare lo sviluppo della propriocezione, che avviene intorno ai 5 anni. Per ora non possiamo che seguirlo attentamente. Comunque è un bimbo bellissimo! Andrea? Tieni, guarda cosa ti do? Una lecca-lecca.”
La certezza che non fosse ritardato venne quando cominciò a frequentare la scuola. Aveva ottimi voti in tutto, era un portento. Sembrava che rispondesse alle domande con una naturalezza impressionante, come se sapesse esattamente cosa gli avessero chiesto. Ma continuava ad essere strano, indubbiamente. Spegneva i cartoni animati prima che finissero, lasciandoli sempre a metà. Sembrava anticipare le mosse della madre nei gesti quotidiani: quando usciva per accompagnarlo a scuola lo trovava già in macchina, quando era fuori a giocare tornava esattamente prima dell’ora di pranzo, senza che nessuno lo chiamasse. Ma la cosa più grave è che non riusciva a stringere alcuna relazione con i suoi amichetti di scuola. La maestra aveva rivelato alla madre che lo aveva visto parlare da solo in cortile, come se avesse un amico immaginario. E quando finalmente qualche bambino gli si avvicinava per chiedergli di giocare lui si comportava come se non ci fosse. “Insomma signora Pantarei, suo figlio vive in un’altra dimensione. Inoltre credo abbia problemi motori non per aggravare la situazione eh? Ma credo sia onesto confidarle tutto. Non ho mai visto un bambino più scoordinato. Mentre gioca a pallone a ricreazione tira calci all’aria, cadendo poi per il contraccolpo. Hanno provato a farlo giocare in porta, ma si butta senza motivo, facendo anche degli ottimi tuffi, per carità! Ma la palla non c’è.” E a quel punto abbassò lo sguardo. La madre, con le lacrime agli occhi, ma fiera, disse semplicemente “Crescendo migliorerà”. E se ne andò per non scoppiare in pianto davanti ad un’estranea. 18 septembre Serata di RiflessioniMolte riflessioni, che ho semplicemente messo nero su bianco..
Non so se capirete..
Molte sono personali, ma non volevo che rimanessero sterili..
perciò se non avete tempo o voglia, non vi consiglio di leggere, io ovviamente non ci rimarrò male.
Buona strada..
Graziano.
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Sono qui davanti allo schermo che fisso le date dei CFA.
Partire?
O aspettare?
Sento così tante lacune che ho timore a compiere questo passo.. timore di cogliere i frutti prima del tempo.
Cerco di vivere questi miei difetti e mancanze con ottimismo, cioè conoscendole e cercando di migliorarmi.
Ma fino a che non mi sentirò maturo non vorrò fare il CFA, nè il Capo Unità (dato che non ce n'è necessità)..
eppure qualcosa è cambiato..
Da cosa mi nascondo?
E fisso lo schermo.
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"...Che strazio.. ma la Co.Ca. consiste solo in questo?
Litigate e "Che palle?"
No, vi prego, ditemi di no..
Perchè nessuno vuole venire?
Perchè cacchio non vi giocate?
Fammi stare zitto, sono solo un tirocinante dopotutto."
(...)
"Appena tornato dal CFM!
Ma di cosa ho paura?
Io mi butto.. Io mi voglio mettere in mezzo!!
Sono troppo piccolo?
Chissenefrega!
Saranno i più grandi a indirizzarmi!
Io mi gioco.
Non so esattamente come funzioni buttare giù il Progetto Educativo di Gruppo, ma ci provo!
A costo di farlo da solo!
Ah, ma non sono solo..
Certo, siamo il 10% della Co.Ca.
Ma siamo.
Anzi, lo sai che faccio?
Parlo pure al capogruppo del Progetto del Capo! Secondo me ora lo trascuriamo del tutto..
Dovremmo affrontare il discorso in Co.Ca.!"
(...)
"Ormai stiamo a metà anno..
Finito il Progetto di Gruppo mi hanno approvato l'iter sul Progetto del Capo.
Addirittura, sono l'organizzatore di questa uscita di metà marzo di Co.Ca., l'uscita di Fede.
Spero di essere efficace stasera, di non costringere alcun parere ma solo di suscitare riflessioni!
Spero stanotte che questa novità della Caccia Francescana sia presa bene! Spero che nessuno faccia battute idiote.
Spero di essere un buon Francesco.
Spero di suscitare negli altri Capi quello che ho provato io vedendo Orazio.
Signore, mi affido a te."
(...)
"Che stanchezza..
Due giorni di discussioni!!!
Ma ne è valsa la pena! Ogni singolo minuto ne è valsa la pena! Non ci siamo persi in chiacchiere e siamo stati concreti.
Dall'anno scorso è cambiato tutto!
Forse da quell'abbraccio intorno alla padella romana durante la Caccia Francescana. Ma ogni singola riunione da allora ha fruttato.
Merito tuo Signore?
Ma allora perchè io pieno di Spirito Santo tornai dal CFM l'anno scorso, volendo appiccare una scintilla di quel Fuoco che avvampava in me, anche solo cantando una semplice canzone, anzi, una stupenda canzone..
Il Signore è il Mio Custode..
Risultato?
Trasformata in un canto da Osteria..
Forse ho mirato troppo in alto..
Bisgna fare i passi più piccoli!
Quest'anno ho voluto rischiare di nuovo..
Ho proposto la canzone che ho scritto ispirato dallo Spirito Santo.
La mia Opera più Grande!
E non si è trasformato in un coro da osteria..
Certo non hanno cantato granchè, hanno sussurrato più che altro, ma forse è questa la preghiera..
E poi stamattina..
Cosa diceva quella lettura?
La Fede senza opere è morta..
Ma allora è un segno!
Di tante canzoni ho avuto il coraggio di espormi e proporre alla Co.Ca. quella che ho scritto io..
A costo di sentirmi dire come ogni benedetta volta che sono l'unico che ci crede, seminari, vocazioni e altre mille battute idiote e troncamenti di discorsi perchè tanto solo io la penso così..
E invece, Tu confermi quello che ho scritto, per Te.
Grazie Gesù.
Di fronte a tutto ciò la mia mente vacilla.
Scrivo una mail alla mia Co.Ca., facendo una riflessione proprio su quella lettura.
Mi prenderanno in giro per un mese.
Chissenefrega.
Sono contento."
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Ogni momento è buono per prendere la chitarra, fare un ban cantare e stare insieme agli altri con gioia.
Quest'anno mi hanno soprannominato Duracell.
Il primo a svegliarsi e soprattutto a svegliare a suon di Lupo Salta Su e l'ultimo ad andare a dormire..
Per me lo scoutismo è gioia non lo so neanche io da dove le prendo tutte queste energie.
Anzi lo so. Dagli altri! Dai fratellini e le sorelline, ecco da dove!
Ci rido su del mio soprannome.
Ma io sono sempre lo stesso, con o senza CFM!
Ma si sa, nessuno è profeta in patria, perciò qui nella mia Co.Ca. il risultato del mio entusiasmo sono una sfilza di batutte tipo "ti mettiamo sotto chiave la chitarra" "quando ti spegni" o semplciemente i più delicati maschietti del reparto mi dicono "hai rotto i coglioni".
Ci rido certo.
Ma alla seicentesima volta ci rifletto.
E' morale indiretta?
Sono veramente fastidioso?
Io lo faccio perchè stare insieme è gioia e io sono il primo ad esserne felice.
E soprattutto mi abbandono al canto e alla gioia nei break, non mi pare che costringa nessuno a venirmi dietro!
Allora forse dovrei stare in silenzio.
Allora forse dovrei lasciare la chitarra a casa.
Allora forse Duracell non è un complimento o una battuta, ma un modo per dirmi "Basta."
E non può che tornarmi in mente una canzone..
Se magari fosse un attimo, vivila ti prego..
E magari a denti stretti non farla morire, anche immersa nel frastuono tu falla sentire,
hai bisogno di gioia come me.. Nanana..
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Che vuol dire questa lettura? (Ezechiele, 10)
Non lo capivo.
Perchè mi ostino a non volerlo capire..
So che sotto c'è un significato di cui ho paura.
E alla fine esce.
"Dio abbandonò il Tempio, e nessuno se ne accorse perchè erano troppo impegnati"
Io avevo lo Spirito Santo in me, dopo quell'indimenticabile Campo di Formazione dell'anno scorso.
E' una sensazione che non avevo mai provato!
Felice, intaccabile dalle tentazioni, volenteroso!
Riconoscevo i Doni dello Spirito Santo.
Poi qualcosa è cambiato..
Cosa??
Cosa?????
E me ne rendevo conto..
Troppo indaffarato nella vita di ogni giorno piano piano mi rendevo conto di quello che stava succedendo..
Se ne stava andando.
Rare volte ho provato a trattenerlo a pugni chiusi, ma Lo sentivo scivolare tra le dita.
Sbagliavo il metodo, ecco tutto.
Ma lo negavo a me stesso.
Sentivo quel distacco nel petto.
Non provare nulla davanti all'Eucarestia. Sapere che quello è il Dio Vero, ma non sentirlo.
Per carità, ho sempre continuato a credere come prima e a frequentare e a testimoniare.
Ma lo Spirito Santo mi aveva lasciato e solo per colpa mia e della mia debolezza.
Dio aveva lasciato il tempio.
Ecco che voleva dire quella lettura.
Ma adesso che mi rendo conto di ciò, grazie a te fratellino, anzi Fratellone, che hai avuto la pazienza di indicarmi la Via con la tua testimonianza fino alle 3 di notte..
Ora che mi rendo conto di ciò..
Cosa devo fare?
Lo devo capire da solo già..
Infine davanti a quell'immagine di Cristo, in ginocchio alzo lo sguardo e penso "Sono veramente infimo.. Ho sbagliato, voglio che lo Spirito torni in me. Sono solo un peccatore, mi affido a Te."
E qualcosa si scioglie nel petto.. la stessa cosa che mi sentivo che mi distaccava dalla serenità.
La preghiera più bella.
"Coprimi..
proteggimi..
Tienimi.. Sul Palmo Tuo Signor!"
Confido in Te.
E Dio rientrò nel Tempio.
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